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INCROCI MANZONI
Luigi Manzoni fu insegnante e preside della Scuola di Viticoltura e di Enologia di Conegliano Veneto.
Operò diversi incroci, principalmente utilizzando come parentali una varietà internazionale e un’autoctona trevigiana. Fra i vitigni da lui creati ne spiccano alcuni che oggi stanno riscoprendo un grande interesse per le interessanti peculiarità enologiche. Già all`epoca della costituzione, siamo nel decennio 1924-1934, alcuni degli incroci ottenuti da Luigi Manzoni, professore presso l`Istituto Agrario di Conegliano (Tv), si fecero subito notare per le pregevoli caratteristiche viticole ed enologiche. Fra questi certamente l`Incrocio Manzoni 2-15 (Prosecco x Cabernet sauvignon) oggi denominato Manzoni rosso; l`Incrocio Manzoni 6.0.13 (Riesling renano x Pinot bianco) oggi denominato Manzoni bianco; l`Incrocio Manzoni 1-50 (Trebbiano x Traminer) oggi denominato Manzoni rosa e l`Incrocio Manzoni 13.0.25 (Raboso Piave x Moscato Amburgo) oggi denominato Manzoni moscato. ![]() Il Manzoni bianco è l`incrocio Manzoni 6.0.13 (Riesling renano x Pinot bianco) è stato iscritto al Catalogo Nazionale delle varietà di vite come I.M. 6.0.13, e successivamente modificato in Manzoni bianco. Fra i sinonimi compaiono anche la dizione 6.0.13, o la più estesa Riesling renano x Pinot Bianco 6.0.13.
Il Manzoni bianco viene generalmente vinificato in purezza, per produrre un vino di qualità superiore, ma risulta anche interessante componente di uvaggi, grazie al buon apporto di acidità fissa. Oltre che per vini tranquilli ha dato ottimi risultati anche nella produzione di frizzanti e spumanti, oltre che, più recentemente, nella produzione di prodotti particolari da `vendemmia tardiva`.
Il vino Manzoni bianco ha un colore giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli, dal profumo fine e delicato e leggermente aromatico. Ha sapore pieno, risulta sapido e fresco di acidità, è vellutato in bocca, corposo ed equilibrato. ![]() Il Manzoni Moscato è stato ottenuto dall`incrocio tra il Raboso Piave e il Moscato Amburgo, ed è stato identificato, all`inizio, con il numero 13.0.25.
Attualmente è coltivato soprattutto in alcuni comuni del trevigiano. Dalla vinificazione proposta in purezza per questa varietà si ottiene un vino spumante, che si presenta di un bel colore rosato vivo e brillante.
Il profumo, fine e gradevole, ricorda i piccoli frutti (ciliegia, lampone, fragola) la vaniglia e gli agrumi maturi. In bocca è armonico ed equilibrato; l`amabilità viene ottimamente stemprata dal buon contenuto acido, tanto da lasciare un retrogusto gradevolmente asciutto.
Si accompagna ottimamente ai dessert secchi. >>> torna alla pagina de "Altri Vini del territorio". |












