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Gli scavi effettuati tra
il 1979 e il 1981, nell’area in cui sorgeva l’antica Chiesa di
San Mauro martire (distrutta nel 1917), hanno messo in luce un
complesso archeologico romano e medioevale che data l’esistenza
dell’insediamento locale alla seconda metà del I secolo a.C.
Da questi scavi sono
stati recuperati due splendidi mosaici ora collocati sulle pareti
dell’Aula Consiliare del Municipio.
La località in
quell’epoca faceva parte di una centuriazione situata nell’agro
meridionale dell’antico municipio romano di Oderzo.
Successivamente Noventa
subì il destino di tutto l’entroterra lagunare, con le invasioni e
le distruzioni da parte delle orde barbariche, che dall’alto Friuli
irrompevano nella pianura veneta.
Da quegli anni oscuri,
anche per mancanza di documentazione, Noventa riemerge e si consolida
come centro verso il X secolo quando i Veneziani ottennero
dall’Imperatore Ottone III la concessione di costituirvi un porto e
mercato fluviale.
A questo periodo risale
probabilmente anche il nome, la cui etimologia è incerta, ma
l’ipotesi più accreditata inclina ad attribuirgli il significato
di “nuovo”, “ricostruito”.
Nel 1090 troviamo la
località citata per la prima volta con il proprio nome, in un
documento in cui l’imperatore Enrico IV la dava in feudo alla
famiglia degli Strasso.
Il territorio passò
successivamente sotto l’influenza di Treviso e sotto Venezia quando
questa assoggettò la Marca.
Sotto la Serenissima, col
periodo di pace che questa assicurò per oltre tre secoli, il paese
ebbe il periodo di massima prosperità.
I noventani, in quegli
anni, seppero fruttare al massimo la felice ubicazione dell’abitato,
posto al limite del tratto navigabile de Piave e servito da
importanti strade, tra cui la Cal Nova.
Nel XVI secolo è uno dei
centri più popolati ed attivi della zona, le sue principali attività
ruotano intorno al porto e al fiorente commercio di cavalli.
Il comodo collegamento
fluviale ma anche la bellezza del paesaggio furono i motivi per cui
diverse famiglie del patriziato veneziano acquistarone terreni ed
eressero sontuose ville nel territorio.
Sorsero così le ville
dei gli Erizzo, dei Molin, dei Memo, dei da Mula,degli Zeno, tutte
adornate da opere dei maggiori artisti dell’epoca.
Col tramonto della
Serenissima (1797)cominciò anche il lento declino di Noventa. Questa
fu soggetta prima al Napoleonico Regno d’Italia e quindi
all’asburgico Regno Lombardo Veneto.
Agli austriaci si deve la
prima razionale sistemazione degli argini mentre ai francesi di deve
l’erezione del paese a Comune.
Con l’annessione del
Veneto al sabaudo Regno d’Italia (1866) assunse l’attuale
dimensionamento territoriale.
Nel 1917, durante il
primo conflitto mondiale, dopo la rotta di Caporetto e lo spostamento
del fronte sulla linea del Piave, il paese fu ridotto in pochi mesi
in un cumulo di rovine e gli abitanti sfollati.
Dopo la guerra il governo
italiano cercò di sconsigliane la ricostruzione, ma per la caparbia
volontà dei noventani venne invece riedificato dov’era.
Rinacque così la nuova
Noventa, l’attuale, che nonostante sia stata privata dalle vicende
belliche di gran parte del suo patrimonio artistico conserva ancora
l’orgoglio di possedere una storia millenaria.
Storia che talvolta si
ripete, visto che in anni recenti, sfruttando ancora i vantaggi della
propria ubicazione rispetto alle principali vie di comunicazione,
Noventa ha favorito la crescita di una grande zona industriale e
l’insediamento di nuove strutture alberghiere e commerciali che ne
fanno un polo di riferimento per tutta la zona.
DA VISITARE
Palazzo Municipale
con i mosaici di epoca romana.
Municipio
tel 0421 65212
www.comune.noventadipiave.ve.it
Chiesa Arcipretale di
San Mauromartire con gli affreschi di Tiburzio Donadon e l’icona
della Beata Vergine col Bambino.
Il Parco Fluviale
sito dell’antico porto sul Piave.
Il Centro Didattico
Naturalistico “Il Pendolino” in località Romanziol.
Il Pendolino
via Romanziol 130, tel 0421 65060 - www.ilpendolino.it
Visite guidate: è
funzionante un servizio di visite guidate gratuito.
Rivolgersi
a: DIMENSIONE CULTURA tel. O421 248248 – cell. 3494008835
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