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COMUNE DI CIMADOLMO (TV)
www.comune.cimadolmo.tv.it
![]() Il cuore del Comune di Cimadolmo si colloca a ridosso del ramo sinistro del Piave, Fiume Sacro alla Patria. Le testimonianze di un primo insediamento si hanno in località Stabiuzzo (Stablucium) dove i romani danno vita ad un presidio militare lungo la via Postumia. Risale a quest’epoca la colonizzazione dell’intero territorio. Il Paese diventa ben presto sede di un importante mercato per il suo essere collocato in posizione strategica, all’incontro tra la direttrice viaria est-ovest e quella nord-sud costituita dal fiume Piave. La prima testimonianza storica importante che riguarda S.Michele di Piave (S.Michele dell’Ulmo) risale al 1164 quando, sotto il dominio del Patriarca di Aquileia, fu teatro di una battaglia per la destituzione del libero Comune di Treviso. ![]() Il nome (ulmo) e le origini di Cimadolmo richiamano l’opera dei frati Nonantolani che nel tardo medioevo, nei vasti boschi che coprono il territorio, introducono l’olmo, pianta che assorbe l’umidità del suolo. Sin dai primissimi insediamenti, la vita delle genti rivierasche è segnata dalla difficile convivenza con il Fiume. In era cristiana la plebs di S.Mauritii de Stablucio viene inghiottita dai flutti (1152) ed ancora, nel 1339, il locale mercato viene trasferito a Ronchi di Ponte di Piave e quindi ad Oderzo. La sponda sinistra al tempo della Serenissima non è protetta da argini e dopo le inondazioni del XIV secolo, il paese viene ricostruito più lontano dal fiume, ma ancora nel ‘400 e nel ‘500 l’antica chiesa di Cimadolmo, dedicata a San Silvestro, viene ripetutamente distrutta. A protezione
degli abitati minacciati in sinistra Piave, tra il 1884 e il 1886, viene
costruita la grande diga di Cimadolmo. Solo nell’ultimo secolo, trovata
una definitiva difesa, il paese si sviluppa stabilmente con particolare
riferimento alla coltivazione dei cereali, alla viticoltura ed alla
raccolta e lavorazione di vimini.Il Fiume determina gli insediamenti, le coltivazioni ed i ritmi di vita degli uomini che vi abitano a ridosso, facilita incontri e scambi ma è anche luogo di scontri. Un fatto d’armi di rilievo avvenne a San Michele di Piave l’8 maggio 1809 fra l’esercito napoleonico e quello austriaco. Quindi, durante il primo conflitto mondiale, la ritirata di Caporetto porta il fronte sul fiume trasformandolo in tomba della gioventù e lasciando, al termine, un paese distrutto. Dal secondo dopoguerra si procede alla ricostruzione materiale e delle coscienze; alla tradizionale società contadina subentra, via via, un nuovo modello di crescita imperniato sull’industria e nei trasporti ed il settore primario sviluppa l’eccellenza dell’Asparago Bianco di Cimadolmo I.G.T. >>> torna all'elenco dei soci |













